Eccoci qua, anzi, eccomi qua.. a raccontarvi uno dei miei migliori viaggi, per cercare, con consigli e suggerimenti, di rendere anche i vostri 7 giorni a New York indimenticabili!

È stato un viaggio pensato già da mesi e mesi prima, eravamo andate in agenzia, avevamo chiesto consigli e prenotato il giorno stesso. 

Innanzi tutto vi consiglio di arrivare preparati, magari con qualche  guida organizzata.

GetYourGuide ne offre parecchie e molto carine.

Noi ad esempio ci saremmo trovate molto in difficoltà, i prezzi dei musei e delle attrazioni  non sono così economici. Ci avevano tutti straconsigliato di prenderci un Pass.

Vi consiglio il NewYork Explorer Pass che oltre a farvi scegliere un tot di attrazioni a cui accedere pagamento una cifra precedentemente (molto più bassa di quanto  avreste speso a condizioni normali) vi fa anche saltare la fila… E FIDATEVI SERVE!

Pronti? Si parte!!

Siamo partite il 18 aprile da Pisa con la Turkish Airlines, abbiamo fatto scalo a Istanbul (sì, non proprio di strada, ma era il miglior volo disponibile in quelle date) e dopo 11 ore di volo eravamo all’aeroporto JFK di New York. 

Beh lì è iniziata la nostra avventura, a partire dai controlli in aeroporto. Ci hanno chiesto di tutto e di più: chi eravamo, da dove venivamo, che lavoro facevamo, quanti soldi avevamo, dove avremmo alloggiato, quanto stavamo, quando saremmo ripartire, che intenzioni avevamo. Dopo un po’ di: “what’s?”, “can you repeat please?”, un paio di scansioni delle iridi, impronte digitali, foto segnaletiche, ci hanno liberato, finalmente eravamo accettate nello stato di New York.

Abbiamo organizzato il tutto tramite agenzia un trasferimento verso l’hotel. Siamo arrivate oltre la mezzanotte e cercare un taxi fuori dall’aeroporto ci sembrava pericoloso.

La prima sfida è stata trovare il nostro trasferimento. Mille chiamate reciproche, ritardi, incomprensioni, alla fine dopo un’ora siamo riuscite a trovare l’uomo che ci avrebbe portato all’hotel. Eravamo stanche dal viaggio, rimbambite per via del jet lag, stordite e disorientate da quella città immensa, dai palazzi altissimi, insomma, inizialmente non ci stavamo capendo niente. Il tizio del taxi ci parlava ma non neanche lo sentivamo, chissà che ha pensato!

Avevamo prenotato in un grazioso hotel molto moderno e giovanile, vicino a Times Square, Pod Hotel si chiamava. Avevamo un camera minuscola ma con una grande vetrata che dava sugli immensi palazzi. 

L’hotel, davvero molto giovanile, basti pensare alla musica a tutto volume dentro agli ascensori, aveva anche un carinissimo bar in stile polinesiano, dove si poteva terminare la giornata con un buonissimo cocktail.

Ebbene,  sveglia al mattino presto, ci prepariamo velocemente e siamo pronte a scoprire la città! Ovviamente prima tappa colazione. A pochi metri dall’hotel c’era un grazioso bar, “Rustic Table” si chiamava. Ancora eravamo in mood “oddio adesso chissà che ci toccherà mangiare”, quindi abbiamo ordinato ciò che conoscevamo, una bella brioche alle mandorle con tè e caffè. Quasi tutti i bar a New York, hanno delle fantastiche brioche con questa cremina di zucchero e mandorle buonissima!

Dopo la ricarica siamo partite allo scoperta di Times Square, una piazza, mille strade che si incrociano, palazzi altissimi, mega schermi pubblicitari, supercolorati, i numerosissimi teatri di Broadway, con spettacoli diversi ogni ora. Mi sembrava un mondo parallelo, ero quasi disorientata dalle migliaia di persone che camminavano animando queste vie. Turisti, uomini e donne eleganti che si recavano a lavoro, famiglie…

Tantissimi sono i negozi di Times Square e vale la pena farci un salto e scuriosare un po’. Non è una città molto economica, anche solo comprando qualche souvenir ci si rende di conto di come si faccia presto a spendere molti soldi. Ma comunque siamo nella grande mela e tutto è concesso. Times Square è un crocevia molto trafficato, taxi gialli ovunque, per fare 100 metri ci possono volere anche 20 minuti, quindi nei giorni successivi abbiamo imparato a girarle intorno, cercando di evitare la calca per essere più veloci. Avevamo 8 giorni di tempo e tantissime cose da vedere!

Le prime volte la Metro di New York ci sembrava un inferno, capire tutte le linee, gli incroci, i cambi, abbiamo sbagliato almeno una decina di volte ma alla fine abbiamo preso il via. È indispensabile per girare la città, per vedere il più possibile. Consiglio, se si prende ripetutamente, si acquistare una Metrocard, molto comoda in quanto ricaricabile alle moltissime macchinette presenti in quasi tutti le fermate. 

Comunque, dopo la tappa a Times Square ci siamo dirette a Central Park, passando per il Rockefeller Center, la Trump Tower, la 5th Avenue… per questo abbiamo deciso di fare il percorso a piedi, per goderci le vie principali della città. 

Central Park è enorme, non basta un giorno per visitarlo, più facile farlo se si noleggia una bici, come abbiamo fatto no iil primo giorno.

Avevamo deciso di acquistare, prima della partenza, il New York Explorer Pass, al costo di circa 200 euro. Questo pass dà l’accesso a 10 attrazioni a tua scelta e, considerando che alcuni biglietti costano anche 50 euro, così si risparmia e come! Proprio con il pass abbiamo noleggiato la bici.

A Central Park ci sono molti angoli da vedere:

  • The Pond e Gapstow Bridge, un laghetto e un ponte tutto in pietra, con i grattacieli sullo sfondo;

  • Cherry Hill, una piazzetta con tantissimi ciliegi, in primavera sono uno spettacolo bellissimo, anche per tutti gli scoiattolini che corrono sui prati;
  • The lake, un posticino molto romantico, offre alle spalle la classica vista delle due torri del palazzo San Remo;

 

   

 

  • Ladies Pavillion: è il punto più panoramico del lago, preso d’assalto per i servizi fotografici (infatti noi non ci siamo riuscite);

 

 

 

 

 

  • Shakespear Garden, piccolo giardino in cui si trovano fiori e piante menzionate nelle opere del grande drammaturgo inglese;
  • Huddlestone Arch, un arco di pietra;
  • Swedish Cottage Marionette Theatre, un teatro dove è possibile assistere a spettacoli di marionette;
  • La statua di Alice nel Paese delle Meraviglie, quella di Hans Christian Andersen e quella di Balto, un Siberian Husky realmente vissuto. La statua si trova nel parco dal 1925 e ricorda l’incredibile impresa che Balto insieme ad altri cani da slitta compirono nello stesso anno.
  • Dakota Building, un palazzo famoso per essere stato il luogo in cui John Lennon ha abitato insieme alla moglie Yoko Ono, finché non è stato ucciso proprio di fronte all’entrata;

 

  • Strawberry Fields Memorial, un memoriale dedicato a John Lennon che trae il nome dalla canzone dei Fab Four “Strawberry Fields Forever”. Venne inaugurato nel 1985 alla presenza della vedova Lennon, ideato dall’architetto Bruce Kelly. Il grande mosaico riproduce un mosaico pompeiano ed è stato realizzato in Campania da un gruppo di mosaicisti napoletani che poi lo hanno donato alla città di New York a nome del Comune di Napoli;

 

  • Bow Bridge, un ponte molto grazioso, sospeso in ghisa di 18 metri sopra ad un laghetto artificiale;
  • Bethesda Terrace e Fountain, è il cuore di Central Park, è una delle fontane più note al mondo, al suo interno la scultura neoclassica nota come Angels of the Water. Si tratta di un angelo femminile in bronzo che si trovo al di sopra di quattro cherubini che rappresentano la pace, la temperanza, la purezza e la salute. In un amano l’angelo tiene un giglio mentre con l’altra impartisce una benedizione;
  • The Mall, un bellissimo viale alberato, che inizia il suo percorso da sopra le terrazze di Bethesda;
  • The Loeb Boathouse, il posto ideale per mangiare e noleggiare la barca a Central Park;
  • Belvedere Castle, una struttura che miscela il gotico al romantico, al cui interno vi è la stazione meteorologica ufficiale sin dal 1919. La visita all’osservatorio offre la possibilità di vedere attraverso i display il mondo della natura ma anche della scienza. La parte nuova del castello si affaccia sul Great Lawn, uno spazio ovale di tappeto erboso dove ci sono otto diamanti di baseball incorniciati da piantagioni di alberi.

Nella parte nord del parco vi è anche un bosco, chiamato The Ramble, e uno zoo.

Ovviamente tutto questo non si visita in un giorno solo, è veramente molto molto grande Central Park.

Io, appassionata della saga di “Mamma ho perso l’aereo”, mi sono divertita a ritrovare alcuni scorci, come il ponticello della signora dei piccioni e quello con la vista sul famoso Hotel Plaza.

Dopo un bel giro a Central Park e le vie principali, abbiamo trovato un furgoncino che offriva degli ottimi hamburger e ci siamo fermati per mangiare. 

Dopo aver girettato un po’ per il centro e dopo esserci perse almeno un paio di volte, siamo tornate verso Times Square. Già dalla mattina avevamo prenotato l’accesso al Top of the Rock, molto bello all’ora del tramonto se si indovina una bella serata limpida, oppure già al buio della sera, quando è tutto illuminato. Così ci siamo cambiate in hotel e ci siamo dirette al Rockefeller Center

Per non farci mancare niente abbiamo deciso di fermarci al bar del 65esimo piano, da cui si gode veramente di una vista mozzafiato. Non economico ma ne vale la pena, anche solo per bere un bicchiere di vino.

Tornando in hotel ci siamo godute le mille luci della grande città, di Times Square, fantastica di notte, anche caotica però, piena zeppa di persone ad ogni ora del giorno.

Beh arrivate in hotel forse ci abbiamo messo 3 secondi per cadere in un sonno profondo, eravamo stanche morte!

Al mattino dopo solita sveglia presto, ma non ci pesava, eravamo così curiose di scoprire la città che ci sarebbero bastate 3 ore di sonno.

Siamo scese per la colazione, e già ci sentivamo mezze newyorkesi quindi abbiamo optato per una bella colazione ricca. Avevamo saltato la cena il giorno precedente, diciamo che il cibo non è poi così leggero quindi noi abbiamo optato per il salto del pasto.

Abbiamo trovato un posticino molto carino, abbiamo ordinato degli ottimi pancakes con sciroppo d’acero!

 

 

 

 

 

 

 

 

Colazione finita siamo tornate verso Central Park, abbiamo girato un po’ a piedi per vedere le ultime cose che ci mancavano e poi ci siamo dirette verso il MET, il Metropolitan Museum of Art. È un museo gigantesco, c’è di tutto ed è molto dispersivo perciò consiglio di documentarsi prima, scegliere un percorso per vedere le cose che più vi interessano, ci si potrebbero passare anche 8 ore altrimenti!

Dopo una scorpacciata di cultura al MET, dato che non ci bastava, siamo andate anche al museo di storia naturale, l’American Museum of Natural History, molto carino anche per il bambino e per gli appassionati di fossi e animali provenienti da tutto il mondo!

Per la cena abbiamo scelto un ristorantino molto carino, ovviamente abbiamo ordinato un hamburger e la mia amica ancora crede che sia stato il migliore della sua vita!

Dopo cena siamo tornate in hotel, ogni sera ci proponevamo di uscire o andare a bere qualcosa al bar dell’hotel ma la stanchezza ci risucchiava, facevamo un sacco di kilometri a piedi ogni giorno! 

La mattina dopo ci siamo svegliate, abbiamo preso la metro e ci siamo dirette verso sud, avevamo deciso di prendere il battello e visitare la Statua della Libertà.

Era la domenica di Pasqua e noi abbiamo festeggiato con un bel brunch, dopo aver sbagliato la metro due volte.

Se non fai almeno un brunch a New York non sei nessuno e devo dire che ci sono molti ristorantini fantastici per questo. Con un brunch del genere vai avanti per tutta la giornata!

Dopo il brunch ci siamo dirette a prendere il battello, consiglio di andare appena possibile perchè la fila per l’imbarco è davvero tanta.. noi siamo partite da Battery Park, da lì partono i battelli per Liberty Island che fanno. tappa anche a Ellis Island.

Ellis Island è l’isola in cui venivano messi in quarantena tutti gli immigrati prima di metter piede sul suolo americano. Se poi questa tappa non interessa si può anche decidere di rimanere sul battello. Il battello riparte ogni tot minuti e se si vuol rimanere un pochino di più si può prendere anche quello successivo.

Una volta scesi a Liberty Island puoi farti il giro tutto intorno alla statua, se invece vuoi salire sulla corona devi aver prenotato mesi e mesi prima con un piccolo sovrapprezzo. Se decidi lì per lì è più o meno impossibile che tu riesca a salire!

Nel pomeriggio abbiamo visitato tutto il polo del World Trade Center, raggiungibile velocemente a piedi da Battery Park. La prima cosa da vedere è il memoriale 9/11, ovvero le due vasche all’aperte costruite sul vuoto lasciato dalle torri gemelle. Una volta visto il memoriale ci sono 2 musei da poter visitare. Il primo è il 9/11 Museum, la grande esposizione che racconta l’accaduto, con testimonianze importanti, ricostruzioni storiche e tanto materiale multimediale. Il consiglio è di visitarlo per primo visto che la coda spesso è molta (magari verso l’ora di pranzo).

Il secondo è il 9/11 Tribute Museum, una mostra più piccola e meno impegnativa ma sicuramente toccante.

Per concludere la giornata è possibile salire sull’Osservatorio della Freedom Tower, la nuova torre nata al posto delle torri gemelle, dove si ha tutta la vista sulla parte sud di Manhattan, molto emozionanti soprattutto con le luci del tramonto o della sera (noi abbiamo saltato questa visita ma ci era stata consigliata).

 

Quella del Trade World Center è stata una visita davvero molto toccante, nel museo ci sono dei resti degli aerei, sono state riprodotte le telefonate che le persone sull’aereo hanno fatto ai loro cari, quelle della gente in strada subito dopo l’attentato. Merita davvero il vostro tempo.

Dato che eravamo nei dintorni ci siamo fermati a Wall Street, a vedere il famoso toro, circondato da milioni di persone!

E per concludere la giornata, abbiamo prenotato la visita all’Empire State Bulding, per goderci il tramonto, ovviamente coperto dalle nuvole…

Dopo questa magnifica vista siamo tornate verso il nostro hotel, e probabilmente p proprio quella sera che abbiamo detto “dai facciamo una doccia poi usciamo per cena”… sì, doveva essere così, ma ci siamo svegliate la mattina dopo alle 7.

Non mi ricordo neanche quante volte abbiamo mangiato durante la vacanza, forse una volta al giorno, due quando andava bene!

Insomma, la mattina dopo ci svegliamo e decidiamo di far colazione con quello che dicono essere il cheesecake più buono di New York. Siamo andate verso la lower Manhattan, in un posticino piccolo piccolo chiamato “Eileen’s special cheesecake”. Aveva una vetrina fantastica, con mille mini cheesecake diverse, per tutti i gusti. Ne abbiamo ordinate due testa con un bel tè caldo. Tutto troppo buono,  da leccarsi i baffi!

Dopo questa fantastica colazione ci siamo dedicate alla visite dei quartieri della Little Italy, China Town, Soho. Sembrava davvero di essere in piccoli paesi all’interno della grande città. La giornata non era delle migliori quindi non ci siamo trattenute molto. Dopo qualche ora infatti ci siamo dirette ai musei che ci interessavano e che ancora non avevamo visitato, ovvero il MoMa e il Guggenheim.

Il MoMA, il Museum of Modern Art è molto bello, io non sono un’appassionata di arte super moderno, mi piacciono molto i dipinti ed al MoMA ho potuto ammirare La notte stellata di Van Gogh, gli orologi che si sciolgono di Dalì, le ninfee di Monet, gli Amanti di Magritte e molti altri meravigliosi quadri.

Prima del Guggenheim ci siamo fermate ad Harlem e abbiamo pranzato in un pub molta carino, ovviamente hamburger!

Dopo il MoMa abbiamo visitato il Guggenheim, fortuna che avevamo il pass, la fila era stratosferica, probabilmente colpa anche del maltempo!

Il Guggenheim ha una struttura molto particolare e si possono trovare opere varie, di Kandisky, Klee, Picasso, Pollock e molti altri. Vale la pena visitarlo.

Terminata la visita abbiamo fatto una passeggiata a Central Park e siamo tornate in albergo, ci siamo fermate a mangiucchiare qualcosa, abbiamo fatto una doccia e… ci siamo addormentate!

La mattina dopo c’era un bel sole, abbiamo fatto colazione con dei buonissimi pancakes e ci siamo dirette verso Brooklin.

Ci siamo fatte una bella passeggiata sopra e sotto al ponte e ci siamo godute un po’ di quel bellissimo sole. Star nel mezzo alla gente, in una città così grande, con i palazzi altissimi ci iniziava davvero a piacere molto!

Dopodichè ci siamo dirette verso Madison Square Garden, dove vi è anche la famosa “Flatiron Building”, il palazzo che sembra un po’ un ferro da stiro. Lì ci siamo fermate a mangiare qualcosa e abbiamo continuato poi verso Chelsea e Greenwich Village, un quartiere molto artistico.

A Chelsea c’è l’High Line, una passeggiata che ripercorre il quartiere. Uno degli aspetti più belli della passeggiata sono i diversi scorci sulla città, a volte con delle vere e proprie terrazze panoramiche per osservare Manhattan da una prospettiva particolare.

Ci siamo godute tutta la passeggiata poi siamo tornate verso il centro di Manhattan per comprare qualche cosina e poi siamo andate in hotel. Finalmente siamo riuscite a scendere per prenderci un cocktail al bar dell’hotel!

Il giorno dopo era l’ultimo che potevamo sfruttare a pieno, abbiamo preso la metro e dopo una quarantina di minuti siamo arrivati a Coney Island. Abbiamo usato il nostro ultimo pass per avere l’accesso a tutti i giochi del parco. Abbiamo deciso di passare così la nostra ultima giornata. Era una giornata meravigliosa, abbiamo gustato il famoso hot dog di Nathan’s, buonissimo, e ci siamo rilassate in spiaggia. L’atmosfera a Coney Island è magica, sembra di tornare indietro nel tempo!

Ultima tappa Roosevelt Island, una lingua di terra che io ho trovato meravigliosa. Una zona residenziale molto tranquilla rispetto a tutto ciò che la circonda. Ha una bellissima passeggiata vista grattacieli.

Ci siamo godute la città per il resto del tempo. Nonostante la stanchezza data dai tantissimi km fatti a piedi, siamo estremamente soddisfatte di come abbiamo organizzato il tutto. Siamo riuscite a visitare molti angoli della città. Ci è mancata la visita nel quartiere del Bronx ma ci avevano sconsigliato di andare da sole, avevamo bisogno di una guida e non siamo riuscite ad organizzarci in questo.

Per la ripartenza abbiamo prenotato il transfer con l’hotel, molto gentili ed economici rispetto a quanto avevamo pagato all’andata. Ci sono venuti a prendere in limousine, super coccolate, e ci hanno portato in aereoporto. Consiglio di partire qualche ora prima dell’apertura del check-in poichè il traffico è davvero intenso e i controlli sono molti.

È stata una vacanza stupenda. Abbiamo camminato tantissimo ma ogni passo era una scoperta. Inizialmente le mie mete preferite erano altre, più selvagge di una città come New York ma sono felice di averla visitata e vorrei tanto tornarci per scoprire altri angoli. È vero è una città caotica, per spostarsi e fare 200 metri in macchina ci potresti mettere anche un’ora, ma è ben organizzata, se viene da un paesino come me ti sembra proprio un altro mondo. Diciamo che passeggiando per la strada ti rendi conto che la città è abitata da tantissime persone di diverso rango, classe sociale, purtroppo la povertà c’è e te ne rendi conto dai molti senzatetto che vivono ai bordi delle strade. Un’altra cosa che molto mi è piaciuta è che mai ci siamo sentite in pericolo a girare da sole, neanche la sera, i controlli sono davvero ad ogni angolo!

Se volete partire per questa meta vi consiglio di acquistare un piccola guida, di studiare le linee della metro e gli itinerari che volete fare, per sfruttare il vostro tempo al meglio! Per me, è solo un arrivederci, mi piacerebbe tornarci in autunno, Central Park avrebbe dei colori stupendi, anche se in primavera siamo riuscite a goderci i tantissimi ciliegi in fiore.

Anche i voli non sono più così cari, se si sta attenti si riesce a trovare delle belle offerte. Più cari sono gli hotel ma alla fine basta anche accontentarsi, quanto mai ci starai in albergo durante una vacanza del genere?

Con la giusta organizzazione vi assicuro che sarà una vacanza indimenticabile!

Se avete bisogno di consigli, io sono qua, intanto vi linko un’ottima guida, indispensabile se si vuole sfruttare il tempo al meglio e se non ci si vuole perdere nessuna curiosità sulla city.

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