Se vi piace il trekking, se vi piacciono le escursioni, questa è molto interessante. Il Monte Forato è una vetta rocciosa con due punte, alte poco più di 1200m, è caratterizzata da un grande arco naturale aperto tra le due cime che sembra proprio un buco. Ciò ha fatto sì che la fantasia popolare inventasse leggende e storie fantastiche sulla sua origine. La leggenda del Monte e dei Folletti di San Pellegrino racconta che, mentre San Pellegrino stava pregando nella selva, spiriti, demoni e folletti lo attaccarono. Egli alzò la sua croce li fece scappare nel cielo in direzione del mare creando così un buco nella Pania che da allora venne chiamata Pania Forata.

Un’altra invece racconta che il diavolo tentava il santo in ogni modo per impedirgli di pregare, finché, un giorno, Satana andò da lui sotto forma di drago, diventando poi una bellissima donna che cercò di sedurlo. Ma il santo non cedette. Così il demonio decise schiaffeggiarlo personalmente ed il santo cadde a terra tramortito. Ma nonostante ciò non si dette per vinto e schiaffeggiò nuovamente il diavolo così potentemente che Satana attraversò l’intera valle e quando arrivò contro le Panie creò il foro.

Ma sono soltanto due delle leggende esistenti. In realtà, ovviamente, il foro è stato causato da fenomeni erosivi di acqua e vento sulla roccia calcarea già di per sè soggetta a fenomeni carsici. Il foro è chiamato anche arco o passo del monte Forato e si trova a quota 1160 metri. Se non si soffre di vertigini e si hanno le gambe ben ferme, è possibile anche passare sopra l’arco (a me son tremate le gambe).

Il percorso

Comunque, tornando a noi, il Monte è formato da due vette, una settentrionale e una meridionale. Sicuramente quella più frequentata è quella settentrionale perchè è di più facile accesso. I percorsi per arrivare all’arco sono vari. Io ero arrivata in macchina a Fornovalasco e da lì il percorso è di difficoltà moderata, lungo circa 10km, con un dislivello di circa 800 metri e un tempo di percorrenza di circa 5 ore.

Si parte da Fornovalasco, si va verso l’Albergo Rifugio La Buca e si attraversa il ponticello sopra il torrente, arrivando così al punto di partenza di tre sentieri, il 6, il 12 e il 130. io ho seguito il sentiero 6 (che inizialmente coincide con il 12) che incrocia subito la strada che porta verso la Grotta del Vento, poi prosegue nel bosco.

Vi consiglio di partire la mattina presto per godervi il trekking in tranquillità. Noi siamo arrivati che c’era una nebbia incredibile ma dopo un po’ il cielo si è liberato e abbiamo potuto godere di un magnifico panorama.

 

author-sign

Altri articoli:

Rispondi

error: Il contenuto è protetto dal copywrite!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: